Tra tutti i personaggi sorprendenti a cui la città di Lucca ha dato nei secoli i natali, Teresa Stefani è certamente una dei meno noti.
La sua fama fu senz’altro offuscata da quella del marito, il ballerino, coreografo e teorico della danza napoletano Gennaro Magri, attivo nella seconda metà del XVIII secolo e conosciuto nel mondo della danza per aver scritto il Trattatico teorico-prattico (1779) sulla danza grottesca: la fortuna della sua opera deriva dall’incredibile esperienza che acquisì sia come ballerino che come coreografo nelle più prestigiose corti europee dell’epoca (nel 1760 e nel 1763 è a Vienna, nel 1764 a Venezia, e poi ancora a Roma, Torino, Firenze, Napoli e Milano).

Ballerina come il marito, anche Teresa inizia la sua carriera nella sua città natale, Lucca, dove era nata, probabilmente il 13 marzo 1733. Negli indici decennali dei battezzati del Duomo di Lucca risultano soltanto pochissime bambine con il nome Teresa tra il 1731 ed il 1755: in maggioranza sono trovatelle “dell’Ospedale”, mentre solo una è registrata con il cognome Stefani.
Secondo l’atto di battesimo i genitori sono Giovanni di Francesco Stefani e Zita Bonuccelli, l’uno originario di Massa Pisana, l’altra di Camaiore, ma residenti a Lucca, nella parrocchia di S.Ponziano. Con ogni probabilità la famiglia si trasferì altrove poco dopo la nascita della figlia, poiché nei registri di S.Ponziano non c’è traccia della loro permanenza1.
Niente sappiamo sulla sua infanzia: la prima notizia certa è la sua partecipazione all’Antigone di Metastasio, rappresentata al teatro S.Croce di Lucca tra il 15 agosto e il 10 ottobre 1756.
Dall’autunno di quell’anno Teresa sarà a Milano, Firenze, Torino, tornando saltuariamente a lavorare anche a Lucca.

È probabilmente all’inizio degli anni Sessanta che conosce Gennaro, con il quale danza per la prima volta a Padova nel settembre del 1761 nella Zenobia. Non si sa con precisione quando i due si siano sposati: se in un atto notarile napoletano del 1769 si afferma che la coppia ha già dei figli piccoli, un documento inedito che ho potuto ritrovare presso l’Archivio Diocesano di Lucca restringe la data agli anni 1767-1768.
Pubblicato in una recente opera sulla vita e sul mondo di Gennaro Magri, questo documento è la dichiarazione di stato libero che Teresa richiede nel settembre del 1767 alla Diocesi lucchese per poter contrarre matrimonio. A testimoniare la sua condizione nubile sono suo fratello Vincenzo, di anni 42, di professione calzettaro, ed un amico, tale Giovanni Vincenzo Maggenti, sarto.
In questo atto Vincenzo dichiara di essere figlio di Pietro di Francesco Stefani, senza peraltro specificare né l’origine della famiglia né la sua residenza: gli atti ad oggi conservati della parrocchia di Massa Pisana, come quelli di altre parrocchie cittadine, non hanno permesso di sciogliere l’evidente l’incongruenza tra il nome paterno rintracciato nell’atto di battesimo (Giovanni di Francesco) e quello dichiarato da Vincenzo Stefani, ma alcune coincidenze (il nonno paterno di nome Francesco, la rarità del cognome Stefani e l’assenza di altre Teresa Stefani nei battesimi lucchesi della prima metà del Settecento) fanno propendere per identificare nella bambina nata nel 1733 la futura ballerina.

Vincenzo ci informa anche sugli spostamenti di Teresa che, a suo dire, non tornò più a Lucca dopo il 1762. Nel 1768, a Milano, è ricordata in una lettera di Pietro Verri del 6 febbraio.
Pochi anni dopo, con il matrimonio, la sua carriera seguirà quella del marito: con lui si stabilirà nel 1769 a Napoli, avendo ricevuto in donazione dal Principe Bartolomeo di Capua la vasta proprietà di villa Miradois (attuale Osservatorio astronomico napoletano), pur con la clausola di non lasciare la città. Teresa, non vincolata a tale clausola, continuerà i suoi ingaggi, riscuotendo notevole successo a Firenze nel 1777 nel ballo di Oreste ed Elettra di Pitrot, a Livorno (1778) e Venezia.
Incerta è infine anche la data della sua morte, avvenuta tra il 1778 e il 1782.
1 I registri di stati d’anime della parrocchia presentano però una lacuna dal 1731 al 1737.